Design Thinking: che cosa significa?

Design Thinking: che cosa significa?

Se dovessi riassumere il fenomeno design thinking in poche righe citerei IDEO, una società di consulenza fondata nel 1991 e oggi tra i leader nella consulenza basata su design, che afferma:

“il design thinking è uno strumento che si basa sul fattore umano per soddisfare al contempo i bisogni delle persone, le possibilità tecnologiche e i requisiti per un’attività imprenditoriale di successo.”

Reputo il design thinking un vero e proprio mindset, attraverso il quale gestire e risolvere qualsiasi tipo di problematica.

Ma procediamo per gradi.

Il design thinking consta principalmente di processi che possono essere seguiti sia letteralmente che liberamente, a seconda del tuo grado di dimestichezza con i processi creativi.

Un processo di design thinking può essere portato a termine seguendo degli step ben precisi, qui di seguito ti mostrerò il modello a 5 step con le relative tecniche (che verranno riprese in futuro in ulteriori articoli all’interno di questo blog).

 

 

  • Step 1 – Empatia
    Il primo step prevede che tu riesca a entrare in “empatia” con i destinatari del servizio o il prodotto che vuoi creare. Devi cercare di ricavare insight che potranno aiutare nell’ideazione del progetto e che facciano capire quali sono i bisogni della futura clientela. Le tecniche maggiormente utilizzate sono:

    • Interviste
    • Creazione di personas
    • Whyhow a cascata
  • Step 2 – Definizione
    In questa fase si riassumono gli insight (informazioni principali) trovati attraverso la fase precedente e si riorganizzano le idee in modo visivo attraverso cluster o post-it. Sono comuni le tecniche di:

    • Point of view
    • Affinity diagram

  • Step 3 – Ideazione
    Il momento di ideazione vede avvicendarsi fasi di divergent(creazione di idee) e convergent thinking(selezione delle idee migliori) così che il processo di generazione di idee venga facilitato. La tecnica maggiormente sfruttata è il brainstorming.

  • Step 4 – Prototipazione
    Attraverso questa fase dovrai sperimentare versioni embrionali del progetto in fase di creazione senza sprecare troppe risorse sia di tempo che di $$$. Sarai tu a scegliere se creare prototipi fisici nel caso di prodotti o virtuali nel caso di servizi o app.

  • Step 5 – Test
    In questo quinto e ultimo step si mette alla prova il prototipo così da potere verificare se le specifiche si allineano perfettamente con quelle richieste del cliente al momento della commissione. L’outcome di questa fase potrebbe generare ulteriori insight che richiederanno, eventualmente, di reiterare alcune delle fasi precedentemente concluse. Per questo step si ricorre a:

    • Think aloud
    • I like I wish what if

L’altra faccia del Design Thinking

Lo stesso identico processo può essere visto come l’intersezione tra tre “macrospazi”: inspiration, ideation e implementation.

 

  • Inspiration: è la prima area in cui viene presa la decisione di creare un prodotto o servizio innovativo. Ci si riferisce al problema o all’opportunità che motiva la ricerca di soluzioni.

  • Ideation: è l’area che consiste nella generazione, nello sviluppo e nel testing di tutte le nuove idee relative a prodotti o servizi attraverso una fase iniziale di divergent thinking, seguita da una fase di convergent thinking. Le persone che sono incaricate di svolgere queste operazioni sono individui che possiedono skill che sono sviluppate tanto verticalmente (così da garantire un’elevata competenza nel loro ambito e quindi in quello in cui si troveranno ad operare) quanto orizzontalmente (così da essere in grado di comunicare con tutte le differenti figure aziendali). La figura appena descritta corrisponde alla figura “T-shaped” resa famosa e modellata dalla società di consulenza McKinsey & Company.
     
  • Implementation: in questa terza e ultima area troviamo il lancio del prodotto sul mercato che consta principalmente di due fase: creazione di prototipi (per testare il prodotto e ricevere feedback) e vendita del prodotto.

 

 

Quello che accomuna entrambe le tipologie di aspiranti o navigati design thinkers, è l’obiettivo finale, ovvero raggiungere l’espressione massima del connubio tra innovazione e valore.
Questo obiettivo è rintracciabile nell’intersezione tra tre vincoli che dovrai prendere sempre in considerazione e valorizzati al meglio se desideri un risultato eccellente. Essi sono:

 

 

  • Feasibility: è l’area di vincolo tecnologica, bisogna capire se il know how tecnologico presente in azienda (o fuori se si facesse affidamento all’outsourcing) ne permette la fattibilità. Dovrai valutare le tempistiche del progetto e quindi evitare di accettare o intraprendere un progetto sul quale ci sono scadenze troppo strette rispetto al tempo necessario per portarlo a termine.
  • Desirability: questo segmento tiene conto soprattutto del fattore umano, più precisamente degli utenti a cui è indirizzato il progetto. La domanda che dovrai porti è: “il prodotto o servizio che sto creando è realmente ciò che è richiesto dal mercato? Riesce effettivamente a colmare un bisogno comune? Che tipo di reazione potrà avere il pubblico?”
  • Viability: tra i tre è quello che permette di valutare l’effettiva concretezza e utilità nel mondo del business. Si parlerà quindi della sostenibilità del progetto all’interno di un business model e il tempo di payback: l’orizzonte temporale entro il quale l’investimento verrà ripagato.

Come hai appena visto il design thinking può essere visto come una serie di step che si susseguono cronologicamente e iterativamente, oppure come un insieme di 3 macrospazi di ragionamento.

Non è possibile dire che una modalità è migliore rispetto a un’altra, quello che posso dirti è che devi capire quanta dimestichezza hai tu nel portare a termine processi creativi:

  • Nessuna dimestichezza / Poca dimestichezza → inizia utilizzando il modello a 5 step e quanto ti sentirai sicuro inizia a spaziare in autonomia
  • Molta dimestichezza → spazia quanto vuoi, fatti guidare dai tuoi gut feelings, sempre tenendo in mente che ci sono dei vincoli da rispettare in ottica business.

 

Questo articolo, seppure teorico, credo ti potrà tornare utile per capire le basi del design thinking, e come iniziare a testarlo in progetti scolastici, universitari o lavorativi.

L’importante non è imparare, ma capire e ragionare.

Marco

Passo e chiudo

 

Comprendere le persone significa prevedere il futuro

[ Marco Carniel ]



Comments

  • Andrea | Gen 11,2018

    Ottimo articolo Marco, concetti che già sapevo, ma grazie alla tua esperienza approfondita sei riuscito a darmi ancora più spunti, continua così!

    Andrea

    • Marco Carniel | Gen 11,2018

      Ciao Andrea, ti ringrazio per il feedback.
      Spero che nei prossimi articoli tu possa trovare argomenti che ti risultino interessanti e nuovi.
      Grazie ancora

      Marco

  • Design the box come sviluppare la creativita | Marco Carniel | Mag 15,2018

    […] al brainstorming, almeno come idea di base, il momento migliore in cui introdurla è quella della IDEATION PHASE, momento in cui avviene la generazione delle idee, che sarai poi tenuto a […]

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