Design The Box - Una tecnica per Sviluppare la Creatività

Design The Box – Una tecnica per Sviluppare la Creatività

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Viviamo in un mondo che si sta digitalizzando e automatizzando sempre di più, ogni giorno leggiamo articoli che ci fanno capire come, in molti contesti, la razza umana pare stia diventando superflua. Le idee no, le idee sono, e rimarranno ancora a lungo, indispensabili a ogni business. Anche questa volta il design corre in aiuto delle imprese e, mischiandosi con il mondo hard del business (no, non quel tipo di “hard”), riesce a creare un enorme valore aggiunto.

Oggi ti parlo di questa tecnica chiamata “design the box”, o “crea la scatola” se dobbiamo parlare esclusivamente a tutti noi amanti di pasta e pizza. Ti dirò tutto quello che so così che anche tu potrai provare a utilizzarla con il tuo team, o da solo.

Iniziamo…

Questa strumento viene utilizzato per permettere alle persone di creare un prodotto/servizio partendo non dal prodotto in se, come da classico, ma dalla scatola che andrà a contenere ciò che dovrà essere venduto ( si lo so che i servizi non hanno una scatola, un po’ di immaginazione suvvia). È uno strumento per la generazione di idee che trasforma l’intangibile in tangibile, da cui e su cui potere inventare, generare idee, elencare i benefici, percepire cosa i clienti vogliono, e così via: il nostro cervello è più abituato a ragionare su cose concrete, proprio per lo stesso motivo per cui è utile affidarsi ad una “personas” per definire al meglio il proprio cliente tipo, piuttosto che pensare a un segmento di mercato composto da milioni e milioni di persone. Per capirci meglio, invece di creare il solito brainstorming su una lavagna bianca, qui il brainstorming viene fatto su una scatola, immaginando che essa sia la stessa che verrà posta su uno scaffale all’interno di un punto vendita.

Ricorda: come i designer insegnano, anche il processo di creazione delle idee con “design the box” deve essere iterativo, senza una fine precisa e prefissata. Non dico di andare avanti all’infinito eh… lungi da me, ma l’importante è lasciare le idee scorrere e permettere ad esse di migliorarsi sempre di più fino ad arrivare a un risultato godibile.

OBIETTIVO: 

Fare pensare il team, o l’individuo, attraverso gli occhi del consumatore, forzando un focus esclusivamente sugli elementi che sono realmente importanti per esso, parliamo quindi di main feature e benefici.

PER COSA È MEGLIO UTILIZZARLA?

In passato è stata utilizzata per la creazione dei più svariati elementi: prodotti, servizi, creazioni di best practice e metodologie per migliorare i processi, definizione del candidato ideale in fase di selezione e “addirittura” per la creazione dei software (infatti questa tecnica è attribuita a Bill Shakelford and Jim Highsmith, creatori del metodo per sviluppo agile di  software).

QUANDO È GIUSTO FARLA?

Essendo una tecnica che si accosta al brainstorming, almeno come idea di base, il momento migliore in cui introdurla è quella della IDEATION PHASE, momento in cui avviene la generazione delle idee, che sarai poi tenuto a selezionare.

QUANTE PERSONE E COME DEVONO ESSERE DISPOSTE?

Come vedremo anche tra poco, sarà meglio creare dei piccoli focus group, o addirittura singoli individui, che dovranno ragionare ognuno su una diversa scatola. In questo modo tutto risulterà più agile, i feedback generati saranno molti e le idee differenti le une dalle altre (hopefully).

SETUP

Il moderatore, ovvero la persona incaricata di gestire il processo di generazione di idee che è tenuto a guidare le persone senza limitarle troppo, dovrà assicurare:

  • Un numero sufficiente di scatole bianche (o per lo meno di un colore su cui siano visibili le scritte) che possano permettere alle persone di visualizzare ciò che dovrà essere venduto. Eventualmente sarà utile adoperare delle scatole di cereali in quanto avranno già dei moduli (logo, box dei valori nutrizionali, foto, slogan) che potranno ispirare le persone nell’ideazione.
  • Pennarelli di vari colori per poter scrivere sulle scatole. È bene fornire dei pennarelli non con punta fine così da evitare la possibilità di scrivere in piccolo, è il modo migliore per permettere di focalizzarsi solamente sui punti essenziali.
  • Adesivi, giornali, forbici e…. *rullo di tamburi*… COLLA VINILICA. (scusate, anche se la capirete in pochi dovevo farlo, grazie Giovanni Muciaccia)
  • Il processo dovrà essere svolto da individui o da team composti, ognuno, fino ad un massimo di 6 persone
  • Settare una durata massima indicativa di 1,5/2 ore per tutti gli step, che tra poco indicheremo. Come detto in precedenza, la “design the box” è una tecnica iterativa che non deve essere fortemente limitata dalle tempistiche: se c’è bisogno di più tempo, che venga concesso.
  • L’orologio che determina la durata totale e le tempistiche di ogni fase dovrà essere ben visibile a tutti i membri del team aspiranti designer, devono sapere quanto tempo manca per regolarsi con il lavoro.

FASI DEL PROCESSO CREATIVO

Parte 1 – RIEMPI LA SCATOLA

Come primo passo, ancora prima di creare e definire la scatola, i team saranno incaricati di pensare a cosa possa esserci all’interno della scatola: in poche parole il progetto o servizio da creare. In questa prima fase il moderatore può aiutare i team attraverso degli spunti da cui iniziare come ad esempio:

  • dare input su dei possibili nomi dell’idea;
  • la definizione di segmenti di clientela e quindi di personas;
  • Feature o funzioni che il prodotto dovrà avere.

L’importante è dare abbastanza informazioni per aiutare la generazione di idee e la buona riuscita del processo, ma non troppe da causare una guida troppo imponente dalla quale le persone non riescono a discostarsi e quindi non riescono a creare valore aggiunto.

Si, è vero, all’inizio ho detto che tutto sarebbe partito dalla scatola e non dal suo contenuto, ma:

  • Per creare la scatola devi avere un minimo di idea di cosa dovrà contenere;
  • Il processo -Design The Box- si basa sul prodotto/servizio all’interno, ma non girerà solamente attorno ad esso.

Parte 2 – CREA LA SCATOLA

I componenti del team avranno a disposizione 30 minuti per riuscire a creare la scatola del prodotto / servizio. Dovranno immaginare che la scatola si trovi già su uno scaffale all’interno di un punto vendita, e pensare a quali sono gli elementi da inserire così da suscitare l’interesse del potenziale cliente, come ad esempio:

  • Nome del prodotto o servizio da creare;
  • Cliente principale al quale si vuole proporre la creazione;
  • Tagline, slogan e payoff;
  • Caratteristiche principali;
  • Benefici per il cliente finale;
  • Un elemento che permetta alla scatola di apparire rispetto a tutte le altre;
  • Tipologia di tono da adottare (professionale? informale? Markettaro? );
  • Grafica e schema colori da utilizzare.

Parte 3 – Vendi la scatola

Il terzo step avrà una durata che varia dai 3 ai 5 minuti. Ogni team che ha creato la propria scatola dovrà ora presentarlo, o meglio “venderlo”, a tutti gli altri team che hanno preso parte a questo processo creativo. Il moderatore dovrà prevedere un premio per l’idea migliore, così da incentivare, anche se minimamente, la competizione: la votazione dovrà essere fatta da tutti i team, perchè la competizione deve sempre girare tutta attorno a loro. L’obiettivo di questa fase sarà quella di generare dei feedback che andranno utilizzati per iterare, eventualmente, la creazione delle scatole: nel caso in cui ci siano molte opinioni in disaccordo, ogni team tornerà a creare un’ulteriore scatola, oppure, nel caso tutti i feedback convergano verso un solo punto focale, si andrà a creare una sola scatola accorpando tutti i feedback dei vari team, concludendo così la progettazione. Per facilitare la generazione dei feedback, ogni persona dovrà porsi le seguenti domande:

  • Cosa ha attirato inizialmente la mia attenzione?
  • Cosa mi spingerebbe a comprare il prodotto?
  • Quali sono le idee che non mi hanno convinto per nulla?
  • Se avessi un’ulteriore scatola, che cambiamenti farei?
  • Ci sono delle idee che sarebbe opportuno mantenere nella seconda iterazione?
  • Cosa non è chiaro a me o al potenziale cliente?

Come detto in partenza, questi step che compongono il processo potranno essere ripetuti per permettere di trovare la migliore soluzione nel minore tempo possibile.

CONCLUSIONI

Questa tecnica è a mio parere uno dei migliori sostituti per il solito, noioso, e molto spesso inutile, brainstorming. Avere qualcosa di tangibile sul quale creare e posizionare le proprie idee e i concetti permette di avere numerosi vantaggi: permette di capire meglio quelli che sono i “core value” (valori principali) del prodotto o servizio creato, una lista chiara delle principali feature e benefici per il cliente e una razionalizzazione delle idee migliori (avendo uno spazio limitato sul quale scrivere, si tende a inserire solo le migliori sulla scatola).

C’é una singola cosa che bisogna sempre tenere a mente quando si approccia a questa tecnica: NON ESISTE UN MODO SBAGLIATO DI CREARE LA TUA SCATOLA, bisogna sentirsi liberi di fare ciò che si vuole, avendo come unico limite la necessità di creare valore per il cliente.

 

Hai provato a utilizzare questa tecnica? Hai avuto difficoltà? L’hai trovata utile per creare nuove idee? Fammelo sapere nei commenti.

“Capire le persone significa prevedere il futuro”

Marco Carniel

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Comments

  • Calator prin Romania | Nov 4,2019

    I per tutto il tempo inviato via email questo sito web pagina di post a
    tutti i miei contatti, dal se come per leggerlo poi
    collegamenti sarà troppo. – facebook.com/CalatorPrinRomaniaTuristica/

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